1994 - Andrea Gibellini

Andrea Ghibellini da “Quei luoghi indimenticabili” - catalogo “Luoghi del mai” Ischia (Na) 1994
Lombardi non si accontenta solo di essere un semplice osservatore della realtà, sa di vivere in una stagione notturna per gli uomini - in una fredda notte, stagnante, senza uomini fra le case - in cui credere nella pittura diventa uno sforzo sovrumano - quasi angelico. Perché la pittura -e forse l’arte in generale- è in lotta con un principio di dissoluzione, di irrealtà, di mancanza di significati, di banalità e noia. Per Lombardi dipingere non è solo aderire a un proprio destino, ma è pure un atto di conoscenza collettivo, è scoprire un Male comune. La pittura di Lombardi non è propriamente una pittura di immaginazione che sfonda nell'onirico, la sua, fondamentalmente, è un tipo di pittura che potremmo definire esistenziale, di condizione: ecco perché Lombardi è un nostro contemporaneo dal cuore antico.