1994 - Patrizia Zambrano

Patrizia Zambrano da “Paesaggio senza figure” – Duel dicembre 1994
E in questi luoghi non un respiro, non un oggetto dimenticato per caso, non un’ombra di uomo, non una sola mano, un occhio, neppure un cane, nulla. II mondo si è fatto deserto, pulito, ripulito e non restano che i cipressi e i pini marittimi a vegliare sulle case disabitate. Si manifesta, in questa pittura, come la riscoperta del mondo quale è nella purezza delle forme. Le case geometriche, gli alberi, le fontane, i giardini chiusi fra le alte mura e corsi d'acqua specchianti. Tutto appare distillato, natura ed architettura in un incontro notturno e silenzioso. Non stupisce che regni un’oscurità che ha qualcosa di sacro, di arcano, di non chiaramente spiegato.
Non c’è vento ad increspare le acque, non c’è sole ad allungare le ombre che restano immobili in una luce irreale e costante. Persino i colori, di una tavolozza fatta di terre e di bruni, talvolta di aranciati e di blu lividi, resta ferma ed opaca a rendere la materiale consistenza delle forme, la loro purezza immutabile, la loro geometria senza tempo, la solidità di un mondo sospeso. Il pittore ha scelto di contemplare solo ciò che si salva della nostra realtà, e ciò che ha dunque la forza di salvarci.