1996 - Marco Goldin

Marco Goldin da “Pitture” ed. Electa Milano 1996
Nobilmente invischiata nella causa stordente dell'uomo, è l’avventura umana e poetica di Enrico Lombardi, la cui pittura tocca punti di evidente richiamo a una dimensione conoscitiva non comune. Ma per la certezza che dà la pittura, nei suoi esiti migliori, di non essere parola ma immagine, Lombardi ha l’istinto di un vero poeta. Cerca il meraviglioso fuori e dentro di noi, percorre lo spazio non lasciandosene travolgere e neppure dominandolo. Dà ai suoi quadri una misura classica che gli viene da una perlustrazione non solo fisica dello spazio, anche per quelle coordinate critiche che egli stesso ha stabilito, legate ai nomi di Beato Angelico e Giorgio Morandi. E già detti così, questi nomi, testimoniano di un desiderio di purezza e perfezione, di un muoversi verso l’immenso per la sola via possibile delle cose quotidiane. È quella metafisica del quotidiano che si apre poi in alcune immagini davvero bellissime, come in quel quadro emblematico del 1995 che è ‘Passare alto’. Vi si trova scritta e concentrata tutta la storia di Lombardi; la ruvidezza lapidea delle sue montagne levigate, il nulla del tempo al quale conducono, il nulla dello spazio davanti al quale stanno, la luce ora ombrosa ora accesa di un giallo cinereo, gli alberi solitari come l’invito a oltrepassare il confine, il confine che su ogni lato si mostra attraversabile.
E il silenzio della solitudine, il silenzio dell’ora estrema, o forse no, appena sotto il segno della provvisorietà, del dubbio. Sono quadri che non accettano spiegazioni e vivono solo della loro incandescente purezza trasparente, del volgere delle luci sul paesaggio dell'anima, che è un'invenzione libera da vincoli di memorie. Natura come un corpo di cellophane, con gli alberi giotteschi e la stessa vetrosa equilibratura dei monti. Tutta percorsa da sentieri, invasa dall’acqua, accerchiata dalla dispersione della sera. Nessuno vi cammina, ma è una natura che accoglierà l’uomo come in una bara di cristallo, mantenendo inalterate le sue forme.