1997 - Alberto Mingotti

Alberto Mingotti da “Paesaggi dell’esistenza” – catalogo “Luoghi postumi” Bologna 1997
Enrico Lombardi è un artista che sviluppa i suoi dipinti partendo da ciò che è fondante; accorgendosi di un’assenza radicale dell’essere ne allestisce con cura la presenza. Per questo l’uomo ci appare geloso e protettivo della sua esperienza pregevole e singolare. C’è nella sua pittura una geografia intima, fatta di luoghi che percepisce come essenziali e fondamentali. Egli torna incessantemente ad un proprio luogo e si predispone ad accogliere la visita della poesia. Il dipingere e il rielaborare i suoi paesaggi in una serie infinita di variazioni, sono i termini di un gioco molto serio.
È in un sentirsi legato a certe immagini che Lombardi adempie al suo destino di pittore. Nello spazio della tela, come favola della memoria, irrompono i luoghi del suo immaginario. Il vedere, in tale percorso, si apre a luoghi che altrimenti non potrebbero apparire. Nell’artista c’è la nozione di un altro territorio, nella sua opera qualcosa che si fa amare sembra indurre in un al di là. Il dipingere è come il gesto dell’indicare, risponde alla necessità di trovare l’oggetto perduto, che nessuna rappresentazione potrà mai restituire perché non fu mai suo e che per questo si configura come rappresentazione dell’inesistente.