2002 - Federico Leoni

Federico Leoni – “Enrico Lombardi – Cnosso  - Nel ventre dello sguardo” - Catalogo  “Lo spazio ritrovato” Galleria Forni Bologna 2002
Ogni discorso sulla pittura di Enrico Lombardi deve prendere le mosse dalla constatazione che solo accidentalmente, solo apparentemente la sua è pittura figurativa. Essa mira altrove, in effetti: mira ad un luogo cui solo la figura può dare accesso, certo, ma che eccede essenzialmente la figura, e che la eccede in quanto sua origine.

Questo luogo originario, questo eccesso che è all’origine e che è dell’origine, è lo sguardo.

Ciò che guardi, guardando le tele di Lombardi, è il tuo sguardo colto nel mentre che vi si addentra, che vi indugia, vi inciampa; o vi tenta un altro tragitto, saggia un altro adito, e, inevitabilmente, vi si perde, restandovi come sospeso. Ciascuna di queste tele è, allora, uno specchio. Una macchina, cioè, elementare ed enigmatica, in cui il tuo sguardo penetra, o tenta di penetrare, vi si riflette e fa ritorno, trasformato, a te che guardi. Ma il tuo sguardo non è più tuo, ora. È lo sguardo di un altro, che non conosci.

Ciascuna di queste tele è uno specchio, quindi un labirinto. Cnosso si chiama la serie di queste opere, e Cnosso si chiamava l’antico palazzo che di ogni labirinto è la matrice mitologica. Cnosso è il dedalo di vie, di percorsi possibili che si addentrano senza mai giungere a quel dentro che hanno di mira: è l’inganno architettonico, il trucco e il trabocchetto, il sentiero che esita, il passo che si fa incerto, sperso, infine impossibile. È la peripezia dello sguardo rimbalzato di continuo, di superficie in superficie, di scorcio in scorcio, di fuga in fuga. Insistenza dello sguardo su se stesso, infinita possibilità e impossibilità del suo accogliere le cose, i paesaggi.